La formazione di una risorgiva è un fenomeno naturale non molto diffuso in natura, in quanto la sua formazione necessita di una serie di cause di difficile ripetibilità. Nel versante appenninico della Pianura Padana le risorgive sono infatti piuttosto rare e di modesta portata in quanto la scarsità dei depositi grossolani (i ghiacciai erano poco estesi) limita di molto la ricarica della falda. Nel versante alpino, invece, la fascia delle risorgive che può avere un’ampiezza fino a 50 chilometri, si estende in modo pressochè continuo dal Piemonte al Friuli mantenendosi parallela ai piedi dei rilievi, interrotta soltanto in corrispondenza dei Monti Berici e dei Colli Euganei.
A partire dalla fine del Würmiano fino all’inizio della prima colonizzazione romana gli affioramenti spontanei della falda freatica concorrevano in modo predominante alla morfologia della media pianura che appariva disseminata di acquitrini e zone umide ricoperte da una foresta planiziale. L’intervento dell’uomo ha trasformato le risorgive in fontanili concentrando i punti di emergenza, nell’intento di bonificare le zone circostanti e renderle adatte alla coltivazione. Il fontanile si ottiene ampliando gli avvallamenti naturali del terreno per favorire la venuta a giorno dell’acqua, formando una “testa” più o meno rotondeggiante che può raccogliere più affioramenti (“occhi”). L’acqua così raccolta viene convogliata in un canale o “asta”.