LE RISORGIVE A BRESSANVIDO E SANDRIGO: ASPETTI STORICI

01. L’età medievale: risorgive e paludi note a pag.12
Bressanvido, 12 agosto 1479(1). Siamo ormai al termine dell’età medievale ed il neonato Comune di Bressanvido è in lite con il monastero di San Felice di Vicenza, assoluto padrone del paese, che desidera un aumento della quota dell’affitto che la comunità è tenuta a versare.
Ma gli uomini di Bressanvido, a giustificare la loro netta e motivata contrarietà, forniscono delle testimonianze inconfutabili: sono stati loro a determinare il plusvalore del territorio di Bressanvido, prima del loro arrivo c’erano solo risorgive e paludi. Inizia così un prezioso documento che riguarda precipuamente Bressanvido, il paese che più di tutti fin dalle origini è stato interessato dal fenomeno delle risorgive, al punto tale che per quasi tutta l’età medievale lo stesso insediamento umano fu scoraggiato o addirittura reso impossibile dall’eccessiva, ingombrante, presenza d’acqua, che si insinuava entro il fitto bosco, le vegre, i pascoli, danneggiando le prime coltivazioni arative (2).
Mentre in altri paesi vicini, come Sandrigo e Longa, le risorgive non impedivano il lavoro agricolo dei campi, a Bressanvido le piene dei corsi d’acqua scarsamente o per nulla irregimentati e la fitta presenza delle risorgive non permisero di fatto la pratica della coltura cerealicola