
Prima degli insediamenti umani il territorio della fascia delle risorgive era con ogni probabilità occupato da ambienti sortumosi palustri e prati umidi circondati da densi boschi igrofili di salici, ontani neri e pioppi e, nelle zone a terreno più rilevato e meno umido, foreste dominate dalle farnie, le grandi querce che caratterizzavano la vegetazione forestale della pianura Padana preistorica.
E’ solo il successivo e progressivo intervento di bonifica operato al tempo degli antichi Romani e poi in epoca medioevale (in particolare ad opera degli insediamenti benedettini, nel territorio di Bressanvido) e oltre, nei secoli della dominazione veneziana, che si è creato un sistema di capifonte e rogge aventi la duplice funzione di drenare i terreni più umidi per poterli mettere a coltura e garantire il trasporto delle acque per l’irrigazione quando necessario. Tracce della vegetazione originaria sono rimaste nelle siepi e alberate rimaste in molti casi a circondare i capifonte e bordare le rogge, e nella vegetazione erbacea igrofila ripariale o delle idrofite legate all’acqua che scorre nel sistema di canalizzazioni della campagna vicentina. Il paesaggio vegetale è stato ulteriormente condizionato dagli interventi dei contadini, come il taglio a capitozza bassa o alta dei salici, pioppi, ontani e platani, finalizzato ad ottenere legna da ardere, paleria, rami sottili da utilizzare come legacci (le ‘strope’) o per la fabbricazione di