Biancospino (Crataegus monogyna)
Il biancospino, come dice il nome, è un arbusto od al massimo un alberello spinoso dalla vegetazione fitta ed intricata. Le foglie sono piccole e presentano il lembo inciso da profondi denti. I fiori sono bianchi, hanno un intenso profumo di mandorla e si presentano in mazzolini. Il frutto è una bacca rossa e carnosa che matura in autunno.
Nelle siepi di Bressanvido e Sandrigo il biancospino è raro ma le sue fioriture e fruttificazioni contribuiscono a dare un tocco di colore alla campagna. La sua presenza è inoltre significativa per la fauna selvatica, soprattutto per le specie di uccelli (ad esempio l’averla piccola) che amano porre il loro nido al riparo della sua folta vegetazione.
Frangola (Frangula alnus)
L’identikit della frangola è presto fatto: foglie ovali a margine intero; fiori piccoli e verdastri che sbocciano con continuità da aprile a settembre; frutto: una bacca nera che, analogamente ai fiori, matura scalarmene per molti mesi. La frangola può raggiungere i 5 – 6 m di altezza e vegeta bene soprattutto nelle zone più aperte delle rive dei fossi o nei terreni da poco abbandonati. Ama soprattutto i terreni
1 |
2 |
3 |
4 |
5
umidi.
Molte specie di arbusti producono abbondanti fioriture e fruttificazioni che durano però poche settimane. La frangola invece fiorisce e fruttifica con continuità per cinque mesi, offrendo una sicura fonte di nettare per le api e per molte altre specie pronube e di cibo per molte specie di uccelli. La sua corteccia dal caratteristico colore giallo è utilizzata in erboristeria per estrarne un blando lassativo.
Nocciolo (Corylus avellana)
La prima specie legnosa a fiorire in pieno inverno è il nocciolo: in certi anni già a fine gennaio i lunghi amenti gialli dei fiori maschili, molto bottinati dalle api per il polline, indicano che la primavera sta per arrivare. Le foglie sono grandi e di forma arrotondata con il margine profondamente seghettato. Il frutto è la ben nota nocciola.
Il nocciolo si presenta come un arbusto ricco di fusti e può raggiungere i 6–8 m di altezza. Ci pensano i roditori (moscardino, topo selvatico, oggi anche lo scoiattolo da poco comparso in pianura) ed alcune specie di uccelli a disseminarne i frutti. Molte altre specie se ne nutrono e pertanto il nocciolo favorisce la presenza di una fauna diversificata. Il legno è un buon combustibile mentre alla sue radici si associano varie specie di funghi tra cui i ricercati tartufi. Nelle siepi riparali di Bressanvido e
1 |
2 |
3 |
4 |
5
Sandrigo è raro ma potrebbe vivere molto bene ed è pertanto una specie che andrebbe molto favorita visti i suoi grandi pregi estetici (fioriture) e naturalistici (frutti ricercati dalla fauna selvatica).
Pallon di maggio (Viburnum opulus)
Il curioso nome di questo cespuglio deriva dalle vistose infiorescenze bianche che compaiono nel mese di maggio. Più tardi, quando i fiori saranno diventati dei grappoli di bacche rosse od il colore del suo fogliame virerà verso il rosso cuoio, questo arbusto arricchirà ancora di più di colori le siepi riparali. La foglia del pallon di maggio ricorda quella della vite; raggiunge al massimo i 2 – 4 m di altezza. Questa specie è sporadica e la si trova soprattutto nelle zone più aperte ed umide, in prossimità dei fontanili. Fiori e bacche sono ricercati da numerose specie di insetti e di uccelli e la sua presenza è pertanto importante per favorire un’elevata biodiversità faunistica.
Salice cenerino (Salix cinerea)
L’ambiente anfibio delle risorgive era un tempo ricoperto dalle fitte macchie di questo piccolo salice che forma fitti cuscini globosi poco sviluppati in altezza ma che si estendono in larghezza attraverso l’emissione di radici avventizie lungo I rami che toccano il terreno. La
1 |
2 |
3 |
4 |
5
chioma si protende verso gli specchi d’acqua e contribuisce a creare zone ombreggiate particolarmente amate dai pesci delle risorgive (in particolare dal luccio). I fiori del salice cenerino sono degli amenti molto vistosi, gialli negli individui maschili, verde-gialli in quelli femminili; essi compaiono alla fine dell’inverno e sono ricercati dalle api a da tante altre specie pronube. Il salice cenerino vegeta proprio a contatto con l’acqua e sotto la sua fitta chioma trovano rifugio numerose specie di uccelli acquatici (gallinella d’acqua, porciglione) e di anfibi e rettili (rane, natrici).
Sambuco (Sambucus nigra)
Se si vogliono avere grandi soddisfazioni in pochi anni bisogna piantare il sambuco. Nessun altra specie di arbusti infatti cresce così rapidamente dando vistose fioriture e copiose produzioni di frutti appetiti dagli uccelli. Le foglio sono composte da 5–7 foglioline ovali, appuntite e seghettate. I fiori, piccoli e bianchi, formano delle grandi ombrelle che sbocciano nel mese di maggio. Il sambuco forma dei cespi poco intricati, formati da pochi fusti principali. Può raggiungere anche dimensioni cospicue (8–10 m di altezza) e coprire anche 30–40 metri quadrati di superficie quando cresce come individuo isolato. Il sambuco è una delle specie più comuni delle siepi riparali e la
1 |
2 |
3 |
4 |
5
sua diffusione è favorita dagli uccelli. Contrariamente a quanto avviene nei paesi di lingua tedesca, nessuno pianta volontariamente un sambuco anche se molti apprezzano i suoi frutti e fiori per produrre succhi e bevande dissetanti. Il legno durissimo veniva utilizzato per produrre manici di attrezzi agricoli, denti di rastrelli, pezzi di ingranaggi.
Sanguinella (Cornus sanguinea)
Come il sambuco, la sanguinella conosce bene l’arte dell’arrangiarsi. Aiutata dagli uccelli che ne favoriscono la disseminazione, essa è comunemente presente lungo le siepi campestri ed i suoi giovani rami di colore rosso danno un importante tocco di colore. Le foglie sono ovali; i fiori piccoli, bianchi e riuniti in ombrelle compaiono in due ondate: la prima tra maggio e giugno; la seconda in settembre.
Da agosto cominciano a maturare i frutti, delle piccole drupe di colore nero-bluastro. La diffusione della sanguinella è favorita dall’abbondante emissione di polloni radicali che le permettono di formare delle fitte macchie utilizzate come rifugio da molte specie di animali. Oggi la sanguinella è considerata una specie infestante del sottobosco delle siepi; in passato la sua presenza era apprezzata per la resistenza e flessibilità dei suoi rami impiegati per costruire delle rustiche scope utilizzate per pulire portici, stalle, aie.
1 |
2 |
3 |
4 |
5