Le rive degli ambienti d’acqua di risorgiva offrono condizioni ecologiche adatte alla crescita di una vegetazione igrofila caratteristica, la cui distribuzione dipende dal grado di umidità del suolo, dal grado di ombreggiamento, dagli interventi di sfalcio più o meno frequenti, dalla composizione del terreno, che può essere più o meno ricco di humus e di sostanze azotate. La fascia ripariale è un ambiente ecotonale, cioè di transizione, tra l’ambiente acquatico e quello della campagna circostante, caratterizzata secondo i luoghi da colture (mais, frumento, soia, erba medica), prati da foraggio o più raramente prati umidi incolti.
La composizione floristica quindi cambia progressivamente dalla riva del capifonte o del corso d’acqua verso l’esterno, generalmente con specie più igrofile presso l’acqua e specie mesofile (proprie di terreni di media umidità) all’esterno. Molto diversa è questa vegetazione erbacea ripariale a seconda del grado di ombreggiamento, come si è scritto, e quindi della presenza di una siepe con arbusti, o di una alberata lineare, o di boschetti estesi per qualche metro dall’acqua, anche se quest’ultima purtroppo è una situazione attualmente rara nel territorio considerato.
Alla fine dell’inverno, sotto agli alberi, prima della crescita di altre specie erbacee, le sponde dei fossi sono ravvivate dalle fioriture gialle
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del ranuncolo favagello (Ranunculus ficaria) e dell’anemone gialla (Anemone ranunculoides). Nel medesimo contesto molto abbondante, specialmente sulle rive più ombreggiate, è la falsa-ortica maggiore (Lamium orvala), una labiata con vistose corolle di colore rosso violaceo, che fiorisce all’inizio dell’estate; nello stessso habitat cresce il caglio asprello (Galium aparine), chiamato anche attaccamano per i fusti che grazie ai minuscoli aculei di cui sono ricoperti tendono ad attaccarsi a mani e vestiti.
In questi ambienti cresce anche una specie di origine asiatica, la fragola matta (Duchesnea indica), il cui frutto assomiglia a quello delle fragole comuni, ma è rivolto verso l’alto anziché pendulo, ed è insapore; i fiori inoltre hanno petali gialli e non bianchi. Sui terreni più umidi crescono il comune ranuncolo strisciante (Ranunculus repens), il giavone comune (Echinocloa crus-galli), una infestante dei coltivi irrigui e degli ambienti ruderali, l’erba di San Giovanni alata (Hypericum tetrapterum), il poligono mite (Polygonum mite), e gli equiseti, chiamati anche ‘code cavalline’, in particolare l’equiseto massimo (Equisetum telmateja). Altre specie ruderali crescono al margine delle siepi, dove sono comuni o infestanti piante onnipresenti negli ambienti disturbati come la vetriola comune (Parietaria officinalis), il centocchio comune (Stellaria media), il rovo comune (Rubus ulmifolius) e il rovo
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bluastro (Rubus caesius).
Una vistosa specie di origine nordamericana, con grande capacità di propagazione, è la cremesina uva-turca (Phytolacca americana), che può superare i 150 centimetri di altezza. Dove il suolo è ricco di azoto cresce l’ortica comune (Urtica dioica), specie nitrofila, alla quale superficialmente assomigliano le false-ortiche (Lamium album e Lamium purpureum), facenti parte anch’esse della flora ruderale che circonda gli ambienti di risorgiva. Altre specie erbacee comuni sono la consolida maggiore (Symphytum officinale) e, localmente, l’ellera terrestre (Glechoma hederacea). Dove ci siano arbusti o alte erbe su cui appoggiarsi cresce comune il luppolo (Humulus lupulus), i cui giovani germogli (localmente ‘bruscandoli’) sono tradizionalmente consumati come condimento per risotti o frittate.
L’edera (Hedera helix) è onnipresente ove vi siano alberi sui quali attaccarsi, mentre qua e là nelle siepi crescono esemplari di brionia comune (Bryonia dioica). Il garofanino minore (Epilobium parviflorum) cresce nelle immediate vicinanze dell’acqua, dove si trovano comunemente anche il cardo giallastro (Cirsium oleraceum), il centocchio acquatico (Myosoton aquaticum), la scagliola palustre (Typhoides arundinacea) e l’erba cucco (Cucubalus baccifer).
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